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Il ministero (3): Una questione di potere

A cosa abilita il ministero? A tutto ciò che porta al potere che gli è attinente. L’origine e l’utilità di queste abilità, sono il tema di questa terza parte della serie destinata alla definizione neo-apostolica del ministero.

 
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Il termine greco di “exousia” è onnipresente: indica l’autorità, con la quale Gesù insegna, il potere, in virtù del quale perdona i peccati. I suoi avversari gli fanno domande precise su di lui e Gesù Cristo finisce per dire che il potere gli è dato nel cielo e sulla terra.

“Exousia” significa potere, abilitazione, potere di disporre, autorità. E’ qualcosa che è conferito, dal quale si è investiti, al contrario di “dynamis”, che indica una forza o capacità innata o acquisita.


I poteri di Gesù, l’Inviato

Se Gesù parla con autorità, se agisce in virtù di un potere, lo fa meno in virtù di un potere suo personale, ma piuttosto in virtù dell’abilitazione che gli è conferita. L’uomo Gesù Cristo è un inviato, come lo ricorda spesso con insistenza: agisce per missione del suo Padre celeste.

Di quali poteri egli dispone? Il cristianesimo primitivo risponde a questa domanda parlando dei tre ministeri di Gesù Cristo, cioè quelli di re, di sacerdote e di profeta.

  • Il re è sovrano del suo regno che tuttavia non è di questo mondo. Il regno di Gesù traspare dappertutto, dai propositi dei re magi davanti alla sua culla fino alla scritta “INRI” sulla croce.
  • Il sacerdote comunica la salvezza e opera la riconciliazione con Dio: Gesù lo fa, non solo perdonando i peccati, ma innanzitutto consentendo il suo sacrificio espiatorio che fa di lui il sovrano sacerdote della Nuova Alleanza.
  • Il profeta proclama la volontà di Dio e prepara in vista del futuro. Questa è l’esatta descrizione del suo agire sulla terra. Dall’espressione “Così parla l’Eterno” nell’Antico Patto, diventa “Ma io vi dico” nel Nuovo Patto.


Gesù conferisce potere nella sua qualità di mandante

“Exousia” è anche il termine scelto nel Vangelo secondo Luca e secondo Marco per indicare i poteri che Gesù conferisce ai dodici discepoli che chiamava anche apostoli. Lo troviamo ancora in Atti degli Apostoli per indicare l’abilitazione a dispensare il dono dello Spirito Santo con l’imposizione delle mani.

Così dunque, il Nuovo Testamento non applica questo termine solo a Gesù Cristo. Nella sua qualità di mandante, permette a sua volta ai suoi inviati di avere parte ai suoi poteri ministeriali di re, di sacerdote e di profeta. Dà mandato e potere agli apostoli di insegnare, di battezzare e di festeggiare la Santa Cena, e conferisce loro l’abilitazione a perdonare i peccati in nome suo.


I poteri inerenti all’apostolato  

Secondo il concetto neo-apostolico, è evidente che è Gesù Cristo in persona che ha instituito l’apostolato e lo ha dotato dei poteri di:

  • dispensare pienamente i sacramenti (cioè di comunicare la salvezza di Dio) e
  • di predicare davvero il Vangelo (cioè di annunciare la volontà di Dio)

Il potere sovrano di Gesù Cristo si manifesta nella missione conferita agli apostoli di dirigere la Chiesa e di organizzare la vita al suo interno. Questa abilitazione è anche Gesù stesso che l’ha conferita agli apostoli, e lo ha fatto doppiamente nel Vangelo secondo Matteo:

  • dando agli apostoli il potere di legare e di sciogliere, cioè di dire ciò che è obbligatorio e ciò che non lo è, ciò che è proibito e ciò che è autorizzato;
  • affidando il potere delle chiavi a Pietro, cioè l’abilitazione a dare accesso a nuove conoscenze per mezzo della giusta interpretazione dell’insegnamento di Gesù.

Qui finisce l’analisi dei fondamenti teologici: il ministero si basa sulla parola e sulle azioni di Gesù, esso corrisponde alla sua doppia natura e agisce in virtù del potere conferitogli. Quali sono le ripercussioni concrete per la gerarchia ministeriale? Il seguito della serie cercherà le risposte a questa domanda nella testimonianza del Nuovo Testamento.

(Le fonti utilizzate per questa serie di articoli sono il Catechismo della Chiesa neo-apostolica, un commento complementare del capitolo 7 del Catechismo della Chiesa neo-apostolica, i numeri speciali n° 3/2017, 4/2017 e 2/2019 dei Pensieri guida così anche la presentazione per i seminari in merito all’introduzione alla nuova definizione del ministero)

 

Fotografie: rupbilder– stock.adobe.com
Autore: Andreas Rother
Data: 10.07.2019
Categorie: Fede