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I sacramenti (5): dapprima validi poi efficaci

Supponiamo che un sacerdote si riveli non degno e che perda il ministero: i battesimi che ha effettuato sono ancora validi? – La domanda dell’efficacia dei sacramenti ha delle risposte molto diverse.

 
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“Ex opere operator” è il motto della Chiesa cattolica. Di conseguenza, il sacramento agisce “in virtù dell’atto compiuto”. Per quanto riguarda il dispensatore autorizzato, durante l’atto non occorre nulla più dell’intenzione di mettere in pratica ciò che la Chiesa riconosce come la volontà di Dio.

Questa visione è nata alla fine del Medioevo ed era una delle rare novità da quando il Padre della Chiesa, Agostino d’Ippona , aveva ideato la dottrina dei sacramenti, circa cinquecento anni prima. Questa dichiarazione è stata riconosciuta come dogma ufficiale solo nel 1547, durante la disputa con i riformatori.

Contro l’automatismo

“Sola fide” è stato il grido di battaglia che Martin Lutero e i suoi compagni hanno opposto alla formula cattolica. Vivevano in un’epoca nella quale gli atti di grazia religiosi potevano essere acquistati attraverso il commercio delle indulgenze. E vivevano le celebrazioni della Santa Cena in modo tale che le parole di consacrazione “hoc est corpus meuns” si trasformava letteralmente in “Hocus Pocus”.

I riformatori non accettavano l’idea che l’atto nella forma prescritta producesse automaticamente la salvezza. “Non è il sacramento ma è la fede nel sacramento che lo giustifica” gridava Lutero contro questa “visione empia e funeste.” È la fede di colui che riceve l’atto che fa agire il sacramento.

Quando questo dipende dall’uomo

Oggi, circa cinquecento anni dopo, i teologi sanno che le visioni dell’epoca non erano così lontane l’una dall’altra:

Dal punto di vista protestante, l’efficacia del sacramento non è indipendente alla dignità del dispensatore dell’atto. “Perché quest’ultima non è fondata sulla santità umana, ma sulla parola di Dio”, diceva già Lutero.

E dal punto di vista cattolico, l’atto non può realmente agire senza la disposizione corrispondente del beneficiario: gli specialisti descrivono queste condizioni richieste con il termine: “Disposizione”.

È Dio che opera

In questo contesto, la Chiesa Neo-Apostolica distingue la validità e l’efficacia:

  • I sacramenti sono validi tramite l’atto dispensato nella forma prescritta. Comporta in particolare gli aspetti che sono il segno, la realtà, il dispensatore e il beneficiario, così anche la parola di consacrazione che unisce l’insieme. Il modo di concepire o di interpretare il sacramento non ha influenza sulla sua validità.
  • I sacramenti non sono tuttavia efficaci automaticamente. Perché non sono rituali magici con effetti automatici. È piuttosto “la fede del beneficiario che è la condizione richiesta affinché il sacramento possa sviluppare la sua efficacia di salvezza” è scritto nel Catechismo.    

Nemmeno l’incredulità toglie la loro validità ai sacramenti. “Perché il beneficiario incredulo non può abolire ciò che fa Dio.” Però questo manca di efficacia.

Oppure per riassumere: Seguendo un buon rito, il sacramento si realizza sempre; però, è grazie alla fede che si sviluppa la sua efficacia.

 

Fotografie: oatawa - stock.adobe.com
Autore: Andreas Rother
Data: 19.03.2020
Categorie: Fede