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comunità e distretti

Comunione e musica: non sono cose ovvie

Riunirsi con i fratelli e le sorelle in fede, fare l’esperienza della comunione, cantare non è assolutamente ovvio. Questo manca anche al sommoapostolo Jean-Luc Schneider. Dice chiaramente: molte cose erano e sono una grazia.

 
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Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider, Kempten (Germania), 2 agosto 2020

Sono molto riconoscente a Dio di aver potuto viaggiare. Una volta, questo era ovvio. È normale che il sommoapostolo possa viaggiare e possa prendere l’aereo per recarsi nel mondo intero, deve compiere il proprio lavoro.

Nel frattempo, ho potuto costatare che era una grazia e che non era così evidente. E devo dire che questa crisi dovuta al coronavirus mi ha almeno insegnato una cosa: molte cose che consideravamo ovvie e che consideravo ovvie - dopo tutto è normale! - sono invece una grazia. Se qualcuno una anno fa mi avesse detto: “Sai, è una grazia che tu possa cantare con la comunità”, avrei sorriso educatamente. Oggi, questo mi manca. È la prima volta da “un’eternità” che ho potuto nuovamente sentire un coro. Da noi in Francia, non è ancora autorizzato. 

Non sapevamo a che punto eravamo ricchi. Sono riconoscente a Dio per la grazia che ci dona sempre. E per la grazia che ancora non possiamo assaggiare oggi, in questo momento. Questo ritornerà, un giorno, ma per ora non ce l’abbiamo. Tuttavia, è anche una ragione in più per essere riconoscenti di aver potuto cantare insieme per tanti anni, di aver potuto riunirci, di aver potuto salutarci, di aver potuto parlare liberamente insieme.

Oggi, mi rendo conto che tutto questo è una grazia e che non è ovvio. “Ti ringraziamo, buon Dio, per la tua grazia! E, se possibile, accordaci di nuovo questa grazia, affinché possiamo pienamente approfittarne!”

 

Fotografie: nac.today
Autore: Kevin Glor-Ockert, Oliver Rütten
Data: 07.08.2020
Categorie: Fede