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comunità e distretti

Quando le differenze non hanno più importanza

Pentecoste: il sommoapostolo Schneider predica sulla potenza dello Spirito Santo, che permette agli uomini di differenti culture e tradizioni di ritrovarsi. Un comandamento anche per i cristiani di oggi.

 
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Essere uno nel Signore: è ciò che Gesù Cristo chiede ai suoi discepoli ed è ciò che insegnano i comandamenti cristiani fino ad oggi. È presto detto, ma ci vogliono grandi sforzi. Richiede maggiore tolleranza, comprensione e amore verso il prossimo. Affinché tutti i membri del corpo di Cristo riconoscano il valore della coesione e della comunione interiore, servono a volte anche esperienze forti.

Pietro, per esempio, l’apostolo, ha avuto bisogno di una visione: una tovaglia nella quale c’erano animali impuri scendeva dal cielo e li doveva mangiare. Pietro dice che non lo farà mai. I Giudei non mangiano animali considerati impuri secondo le loro leggi alimentari. Però, lo deve fare, se vuole istaurare una nuova era per se stesso e per la Chiesa: le cose antiche non contano più, bisogna rinnovare il pensiero! Chiunque appartiene a Cristo deve adempiere nuovi comandamenti.

Dio è più grande della nazione

Da questo momento, la missione presso i pagani diventa ufficiale. Il nuovo insegnamento del Salvatore Gesù Cristo non è solo riservato ai Giudei, ma deve essere anche rivelato ai Romani, ai Greci e ai Samaritani così anche a numerose altre nazionalità. Una volta si chiamavano “pagani”, cioè non giudei. Numerose culture si scontrano a Gerusalemme, un miscuglio su pochi chilometri quadrati. E i discepoli del Signore e la giovanissima Chiesa cristiana vi si trovano in mezzo. In modo inatteso, questa esigenza di Dio di aprire le frontiere, di allargare gli orizzonti, è presa in considerazione, dopo millenni di altri modi educativi. Il rispetto delle interpretazioni rigide delle leggi eterne deve essere ammorbidito? È veramente ciò che vuole Gesù Cristo?

“Penso che possiamo solo difficilmente farci un’idea dell’enorme differenza che c’era in quel periodo tra Giudei e pagani, da una parte, e tra i Romani e i Greci dall’altra parte.”, ha spiegato il sommoapostolo durante la predica di Pentecoste. Effettivamente: una volta, dei mondi separavano i Giudei dai non giudei. Il popolo giudeo formava un’unità etnica che era molto diversa da quella dei popoli intorno. Il giudaismo non era solo una comunità religiosa ma anche una nazionalità, una comunità culturale, tradizionale e una comunità di destini. Era giudeo chiunque professava la sua fede della Torah (sono i cinque libri del Pentateuco), accettava il Talmud (è l’interpretazione della Torah), ascoltava i rabbini e aveva una madre giudea. E tutto ciò doveva finire adesso? Queste differenze, nel frattempo diventate care ad alcuni, non avevano più nessun valore? I giudeo-cristiani dovevano realmente mettersi su un piano di parità con i cristiani romani o greci? Per molti, ciò assomigliava più ad un declassamento che ad un innalzamento. Le controversie a riguardo all’interno delle comunità cristiane si possono leggere negli Atti degli apostoli.

La fede nel Vangelo dovrebbe unire

I Romani, i Greci, i pagani erano politeisti, adoravano un Dio diverso ad ogni occasione. Per dirla con cautela, la loro moralità aveva diverse manifestazioni, oziavano, uccidevano, saccheggiavano, si prostituivano; questa la breve descrizione giudea. Però, è proprio qui, a Gerusalemme, al centro della diversità, che Gesù Cristo esige dagli apostoli di riunire un nuovo popolo. Nella sua predica di Pentecoste, il sommoapostolo sottolinea: “Ricordiamoci i primi cristiani. Prima, c’erano i Giudei, poi sono arrivati i pagani. Penso che difficilmente ci possiamo fare un’idea dell’enorme differenza che c’era a quell’epoca tra i Giudei ed i pagani da una parte, e tra i Romani e i Greci, dall’altra parte. I Giudei avevano una storia di molti secoli in termini di cultura e di religione, e gli altri erano tutti così diversi da loro, in tutti i sensi. Gesù disse loro: “Adesso siate uno”.”

Questo non si è realizzato in un giorno ed è stato possibile solo con la fede nel Salvatore. Ciò ci riporta ai giorni nostri. Il sommoapostolo Schneider: “Credo che queste differenze erano importanti quanto quelle che conosciamo noi. Oggi abbiamo delle differenze a livello di ceto sociale, età, sesso diverso, orientamento sessuale diverso. Per noi, queste differenze sono enormi. Ma non sono sicuro che queste differenze siano più importanti di quelle che esistevano ai tempi tra un Giudeo credente ed un pagano.”

Sormontare le differenze

Una volta, gli uomini hanno potuto sormontare queste differenze grazie alla potenza dello Spirito Santo, ha detto il sommoapostolo. E: “Ciò che hanno fatto una volta, possiamo anche riuscirci oggi. Il corpo di Cristo ha diversi membra. Alcuni hanno dei doni particolari, altri hanno dei compiti speciali da compiere. Non dimentichiamo mai che ogni membro è importante quanto tutti gli altri, agli occhi del Signore. I doni e i compiti possono essere diversi, ma ogni membro ha lo stesso valore per Dio, per il Signore Gesù, e dovrebbe avere lo stesso valore per noi.”

Ha lanciato questo appello: “Riunire il popolo, sconfiggere le differenze, superare gli interessi personali per servire l’interesse comune e vedere ogni membro allo stesso modo e con lo stesso valore.”

 

Fotografie: freshidea - stock.adobe.com
Autore: Peter Johanning
Data: 10.06.2020
Categorie: Fede