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Riflettori su … 3/2022: Ciò che abbiamo in comune

L’apostolo di distretto Enrique Eduardo Minio (Sudamerica) si chiede cosa hanno in comune le persone di culture e lingue diverse. E trova una risposta a questa domanda.

 
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Quando, all’inizio dell’anno, abbiamo ricevuto il motto dal sommoapostolo, “Insieme in Cristo”, ci è stato insegnato che il cammino è la comunione con il Dio trino, la comunione durante il servizio divino, il vivere insieme nella comunione e la comunione dei vivi e dei morti. In altre parole: le azioni del motto si concentrano sul termine “comunione”.

Una delle definizioni della parola “comunione”, nel vocabolario, è: “L’esser comune a più persone”. Tu ed io viviamo forse in paesi diversi, parliamo lingue diverse, abbiamo culture diverse; quindi cosa abbiamo in comune?

La risposta per i figli di Dio è la seguente: abbiamo un Dio in comune, che ci ha fatto una promessa, che porta ad una speranza. Questa va oltre la nostra nazionalità, la nostra lingua o la nostra cultura e significa che Cristo viene per noi e che desideriamo tutti ottenere la dignità che ci permetterà di partecipare al suo ritorno!

Ritorniamo all’insegnamento delle Sacre Scritture. A proposito dei primi discepoli, è scritto negli Atti degli apostoli 1, 4: “Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, “la quale”, egli disse, “avete udita da me”.” Qual è stata la loro reazione a questa parola? Le Scritture dicono: “Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo.” (Atti 2, 1). Ovviamente, i primi discepoli confidavano nella promessa di Gesù ed aspettavano “di comune accordo” (con sentimenti uniti) che “la potenza dall’alto” (Luca 24, 49) li rivestisse.

Come loro, abbiamo anche noi questa meravigliosa promessa: “Quando sarò andato via e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.” (Giovanni 14, 3). Il cammino è quello che ha tracciato per noi il sommoapostolo: rimanere “Insieme in Cristo” nel giusto ambiente. Confidiamo in lui, come lo hanno fatto i nostri antenati.

Dio ci invita – non lo impone – a riflettere su ciò che dobbiamo ancora imparare per raggiungere l’unità che si aspetta da noi: amarci gli uni gli altri, aiutarci a vicenda, pregare l’uno per l’altro. Esiste un inno che risponde alla domanda posta all’inizio, su ciò che abbiamo in comune. Nell’inno si dice: “Che l’amore sia il segno con il quale ci saremo riconosciuti.” Sforziamoci sempre di camminare insieme in Cristo! Abbiamo in comune un tesoro prezioso che vogliamo assolutamente ottenere!

 

Fotografie: INA Sud América
Autore: Enrique Eduardo Minio
Data: 07.03.2022
Categorie: Fede