Ricerca
comunità e distretti

Toccare ed essere toccati

Godersi la vita e ugualmente soffrire? Esperimentare Dio con tutti i propri sensi già da ora? Com’è possibile l’uno e l’altro? Ecco alcune risposte tratte da un servizio divino pieno di contraddizioni.

 
/api/media/526402/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=b080e335feadead3d9fca33717048dc6%3A1692475929%3A5408476&width=1500
/api/media/526403/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=7f8e82e0aa5c7812b0ad6aaeeac984c7%3A1692475929%3A7825004&width=1500
/api/media/526404/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=207cb0c4e3e25cd3a7ecc0e268e1277b%3A1692475929%3A2139652&width=1500
/api/media/526405/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=06b6b2ed14974eed6bcf15e1da491611%3A1692475929%3A2125499&width=1500
/api/media/526407/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=fbe9000ee5981f89bf41aafc1c4eaa37%3A1692475929%3A6240047&width=1500
/api/media/526406/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=dbc755a794ffd258132fe0fd592d6f7a%3A1692475929%3A6192906&width=1500
 

Il 23 gennaio 2022 il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha visitato a sorpresa la comunità di Mulhouse (Francia). Inizialmente aveva previsto di andare in Angola, ma la guida della Chiesa non ha potuto fare questo viaggio a causa della pandemia.

Il tema del servizio divino si è basato sulla parola dell’apostolo Paolo in II Corinzi 5, 1-2: “Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra dimora terrena, viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli. Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste.”

Paolo era stanco di vivere?

Paolo non esprime qui un desiderio di morte, ha precisato il sommoapostolo Schneider. “Non desiderava morire e lo ha detto parecchie volte.” Dopotutto, Paolo aveva la stessa speranza dei cristiani di oggi, cioè che il Signore sarebbe tornato mentre fosse ancora vivo.

Soffrire nell’imitazione di Cristo

Quando Paolo parla di gemiti, non significa “che la vita sulla terra è necessariamente orribile.” Certo, “siamo esposti a tutte le difficoltà della vita terrena, ma ciò non vuol dire che la vita sulla terra deve essere necessariamente orribile.” Al contrario: “come tutti gli altri, abbiamo il diritto di goderci questa vita e sperimentare tutte le gioie che ci offre.”

Paolo invece parla qui di sofferenze particolari di coloro che hanno deciso di seguire Cristo, ha spiegato il sommoapostolo:

  • “Gesù è il nostro riferimento e qui, inevitabilmente, ci rendiamo conto di essere imperfetti e di essere deboli.”  Precisamente questo, “è una prima sofferenza, la sofferenza di colui che segue Cristo e che realizza: sono imperfetto, sono un povero peccatore.”
  • Chi ama il prossimo sarà inoltre sensibile alla sofferenza altrui. Vedere soffrire l’altro fa parte delle sofferenze di un cristiano.
  • Un’altra sofferenza è anche sapere: “In questo corpo terreno, non riusciamo ad avere la pace gli uni con gli altri, ad essere in perfetta comunione con gli altri.”
  • I cristiani oggi sono anche sottomessi alle leggi terrene e sono separati da coloro che non hanno più il proprio corpo terreno: “la sofferenza di essere separati da quelli che ci hanno preceduti nell’aldilà.”
  • “Finché saremo su questa terra, dobbiamo credere in Cristo e non possiamo vederlo.” Il fatto che il corpo terreno non ci conceda di raggiungere una perfetta comunione con Dio era anche la grande sofferenza di Paolo …

Il corpo di resurrezione è ancora più importante, spiega la guida della Chiesa. Perché solo questo corpo rende possibile la perfetta comunione con Dio.

Un contatto concreto con Dio è possibile già oggi?

“Chi cerca la comunione con Cristo ha anche bisogno di una certa comunione, stavo per dire fisica, con il Signore.” E “chi cerca la comunione con lui ha bisogno di fare cose concrete, non basta avere pensieri belli.”

Il sommoapostolo Schneider ha mostrato all’assemblea com’è possibile già oggi incontrare Dio in carne ed ossa:

  • I credenti possono sentire la voce di Dio. Per questo, non basta leggere un testo con dei bei pensieri. Durante il servizio divino, il credente sente la parola di Dio, è lì che è reale, ha spiegato la guida della Chiesa.
  • Inoltre, non basta ascoltare. Il credente deve parlare a Dio: “non solo nella sua testa, ha bisogno di parlargli ed è per questo motivo che persevera nella preghiera.”
  • Là dov’è possibile, i cristiani parlano a Dio anche quando cantano insieme.”
  • “Abbiamo bisogno di mangiare con lui, abbiamo bisogno di sentire la presenza del suo corpo, è anche il senso della Santa Cena”, anche se quest’idea è fastidiosa. Il sommoapostolo ha spiegato “che il nostro corpo ha bisogno di un’esperienza fisica per essere vicino a Dio e questo significa mangiare il corpo e il sangue di Gesù insieme, essere in lui.”

“E presto, è la nostra speranza e la nostra convinzione, il Signore ritornerà”, ha detto il sommoapostolo Schneider in conclusione. “Ciò che nessun uomo può spiegare, non può capire, accadrà semplicemente e ci renderemo conto che tutto è cambiato e tutto è sistemato.”

 

Fotografie: Theo
Autore: Simon Heininger
Data: 16.02.2022
Categorie: Fede