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Tremare di gioia

Il servizio divino per ministri del 30 luglio 2022 è stato dedicato al timore ed alla gioia. Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha mostrato come si abbinano, basandosi su una parola biblica dell’Antico Testamento che è sempre di grande attualità.

 
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Come benvenuto a Paramaribo (Suriname), il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha ringraziato i ministri per il loro lavoro svolto nella Chiesa: “Sono consapevole, quando vedo dei fratelli e sorelle in un Paese, che questo è possibile solo perché ci sono dei fratelli che hanno accettato di servire il Signore e di svolgere il loro ministero. Ecco perché vorrei oggi ringraziarvi anche, cari fratelli, care sorelle, per la vostra disponibilità a servire.”

Per questo servizio divino, il sommoapostolo Schneider ha utilizzato una parola dal Salmo 2, 11: “Servite il Signore con timore e gioite con tremore.” Questa parola biblica si trova indubbiamente nell’Antico Testamento, ma “per noi, è una profezia della venuta del Figlio di Dio su questa terra”. In seguito, il sommoapostolo ha spiegato la parola biblica.

 

Servire il Signore

Gesù Cristo ha dato ai ministri il potere ministeriale per servire. “Ciò significa utilizzare le proprie forze, sforzarsi, fare degli sforzi”, si è espresso il sommoapostolo. “Possiamo quindi servire il Signore ordinando semplicemente agli altri ciò che devono fare.”

Servire, invece, è:

  • Imparare: “È necessario leggere regolarmente la Bibbia e guardare il Catechismo.”
  • Creare un clima di fiducia nella cura pastorale: “Dobbiamo stabilire un rapporto d’amore. È il nostro compito, non quello dei fratelli e sorelle. A volte ci vuole molto tempo prima che i fratelli e sorelle se ne rendano conto: Mi ama, posso avere fiducia in lui”.
  • Curare la vita di comunità. “Sono dei compiti molto concreti relativi all’organizzazione”.

Servire il Signore significa anche sottomettersi alla sua autorità. “Come sapete, non vogliamo predicare o proclamare le nostre opinioni”, ha ricordato il sommoapostolo, “ma il Vangelo di Gesù; tutto il Vangelo”. “Sì, certo, ci sono delle parti del Vangelo che non piacciono tanto ad uno o all’altro”. Però: “Proclamiamo la parola di Dio, il Vangelo, nella sua totalità”.

 

Servire con timore

“Ovviamente non ha niente a che vedere con la paura”, ha precisato la guida della Chiesa. “Abbiamo un santo timore di Dio, della sua maestà, una santo rispetto della sua onnipotenza ed onniscienza ed un profondo rispetto e profonda riconoscenza verso Gesù Cristo”.

Servire con timore significa:

  • Seguire i comandamenti di Cristo: “Perché il Signore ci ha affidato una posizione speciale come ministri, dovremmo sempre essere i primi a rispettare i comandamenti”.
  • Amare Dio: “Non ho bisogno di dare molte spiegazioni a proposito, lo sapete: la nostra motivazione è l’amore di Dio, di Gesù Cristo e non avere un qualsiasi vantaggio”.
  • Non avere paura: “Servite il Signore con timore, sapendo che è l’Onnipotente, che nessun uomo, nessuno spirito è più forte di Lui! Chi teme il Signore non ha niente da temere da nessuno.”
  • Essere consapevole che si dovrà rendere conto a Dio: “Un giorno, Dio mi chiederà: ‘Cosa ne hai fatto dei doni che ti ho dato? Hai veramente lavorato? Hai veramente imparato?”

 

Rallegrarsi tremando

“Certo, sembra strano”, ha ammesso il sommoapostolo. “Questo tremore non ha niente a che vedere con la paura. Quando si parla di tremore, diremmo oggi: Rallegratevi con tutto il vostro essere, con tutto il vostro cuore.” Significa rallegrarsi interiormente.

La ragione? “Mi rallegro perché il Figlio perfetto di Dio, Gesù Cristo, mi ama. Mi rallegro che il Dio perfetto mi ha scelto e veglia affinché io viva eternamente vicino a lui. Mi rallegro che il Signore torni a prendermi con lui.”

Il sommoapostolo ha anche ricordato ai fratelli del ministero le numerose risposte alle preghiere di cui possono rallegrarsi: “Preghi prima di ogni servizio divino: Dio, aiutami! Quante volte ha esaudito questa preghiera?”. In seguito, il sommoapostolo ha ancora ricordato la gioia che ha provato l’apostolo Paolo secondo il passaggio biblico in Atti 20, 35: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere.” Chi ha questa disposizione di cuore, ha promesso il sommoapostolo, può veramente rallegrarsi profondamente.

“Siamo gioiosi nel nostro ministero”, sono state le parole conclusive della guida della Chiesa. “Ci rallegriamo che Dio ci ama, ci rallegriamo di ciò che fa Dio nella sua Opera e ci creiamo motivi per rallegrarci nel voler dare sempre più al prossimo di quanto ci dà.

 

 

Fotografie: NAK Suriname
Autore: Katrin Löwen
Data: 07.09.2022
Categorie: Fede