L’intercessione testimonia la fede, l’amore, la speranza

09.02.2023

Chi vive la propria fede come un dono vuole condividerla e trasmetterla. Ma un invito è solo l’inizio. L’intercessione aiuta sempre un po’ di più. Come? È ciò che spiega un servizio divino celebrato dal sommoapostolo.

 
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“Il Signore è molto vicino a noi, per quanto gli permettiamo di esserlo” – è così che il sommoapostolo ha iniziato la sua predica il 30 ottobre 2022 a Kiel (Germania). Un semplice invito non basta, come lo dimostra il passo in II Cronache 30, 18-20: “Infatti una gran parte del popolo, molti di Efraim, di Manasse, d’Issacar e di Zabulon non si erano purificati, e mangiarono la Pasqua senza conformarsi a quanto prescritto. Ma Ezechia pregò per loro e disse: “Il Signore, che è buono, perdoni chiunque ha disposto il proprio cuore alla ricerca di Dio, il Signore, Dio dei suoi padri, anche senza avere la purificazione richiesta dal santuario”. Il Signore esaudì Ezechia e perdonò il popolo.”


Il contesto
Il contesto della parola biblica: il nuovo re di Giuda, Ezechia, aveva esortato il popolo a tornare dall’Eterno e preparò una festa. “Celebriamo adesso una festa di Pasqua per mostrare all’Eterno: torniamo da te”, ha spiegato il sommoapostolo Jean-Luc Schneider. Il re non invitò soltanto il suo regno di Giuda, ma anche i suoi vicini del nord, Manasse, Issacar e altre tribù: “Venite a Gerusalemme e celebrate con noi. Serviamo insieme l’Eterno. Celebriamo insieme il servizio divino.”
La maggior parte derise questo invito. Tuttavia, alcuni si recarono a Gerusalemme e celebrarono la Pasqua. Ezechia notò che gli invitati non rispettavano la legge della purificazione e questo la legge di Mosè lo considerava un problema. Il re si presentò allora davanti a Dio intercedendo per i suoi invitati e l’Eterno rispose alla preghiera benedicendo tutto il popolo, senza eccezioni.


L’intercessione
Come per il re Ezechia, l’intercessione in favore degli invitati è anche importante, oltre l’invito stesso. Le anime giungono in circostanze molto diverse:
•    Coloro che sono lontani da Dio: molte anime non sanno che esiste Gesù Cristo. “Oppure hanno un’immagine completamente sbagliata di Dio. Un’idea completamente sbagliata di Gesù Cristo.” Il sommoapostolo ha spiegato così la preghiera d’intercessione: “Dio dà loro quindi la possibilità di ascoltare e di accettare il messaggio di salvezza.”
•    I nemici di Dio: “Preghiamo anche per i nemici di Dio, per coloro che non hanno affatto seguito l’Eterno.” Questo implica anche rendersi conto che ognuno ha bisogno della grazia: “Non siamo migliori di loro. E se il Signore mi dà la grazia, perché non dovrebbe darla al mio prossimo?”
•    Tutti quelli che hanno perso l’opportunità: Ezechia pregò per quelli che, benché fossero andati da Dio, non potevano o non volevano essere purificati. Oggi, alcuni non colgono l’opportunità di ricevere il dono dello Spirito Santo. E altri, benché rigenerati di acqua e di Spirito, non prendono sul serio l’offerta di Dio. “Ci sta molto a cuore che anche loro abbiano ancora una volta la possibilità di ottenere la salvezza.”


Il credo
Intercedere per il prossimo non cambierebbe immediatamente la sua situazione. Come prima, ognuno deve accettare lui stesso il messaggio e seguire il Signore, ha spiegato il sommoapostolo. Però, l’intercessione è anche importante per colui che prega: “Perché tramite questa intercessione, esprimiamo anche qualcosa sulla nostra disposizione di cuore. La nostra intercessione è l’espressione della nostra fede. Tramite lei, confessiamo anche l’importanza della nostra fede.”
Come Cristo nella preghiera sacerdotale, anche la Chiesa deve pregare per l’unità. Oltre alle preghiere per le cose terrene, una cosa dovrebbe essere evidenziata: “Dacci le forze per rimanere fedeli, qualsiasi cosa succeda.” Il sommoapostolo ha anche invitato a pregare per i ministri della Chiesa.


Aldilà della fede in Cristo, l’intercessione è una testimonianza dell’amore di Cristo: “Il nostro amore per il prossimo è solo la prova che cresciamo nella natura di Gesù Cristo e più cresciamo, più cresce il nostro amore per il prossimo.” Così nasce non un desiderio di giustizia terrena, ma una richiesta: “Permetti quindi che tutti partecipino alla salvezza.”
Chi si presenta davanti a Dio intercedendo per il suo prossimo confessa l’unica certezza: la comunione con Cristo fa dimenticare tutte le sofferenze che un essere umano può sperimentare. Perché, come lo ha espresso il sommoapostolo: “Nel regno di Dio, ognuno avrà tutto.”

 

Fotografie: JM
Autore: Simon Heiniger
Data: 09.02.2023
Categorie: Glaube