Il fuoco dello Spirito alla quinta potenza

07.07.2021

Il fuoco brucia nella Chiesa e nel cuore del credente. E questo fuoco illumina, riscalda, purifica, forma e riunisce. Tuttavia, queste fiamme hanno anche bisogno di nutrimento – come? Il sommoapostolo ce lo spiega nella sua predica.

 
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La parola biblica utilizzata per il servizio divino celebrato dal nostro sommoapostolo a Metz (Francia), il 6 giugno 2021, è breve e concisa, ma con un ricco contenuto: “Il fuoco dev’essere mantenuto sempre acceso sull’altare, e non lo si lascerà spegnere.” (Levitico 6, 6).

Il contesto biblico: quando gli Israeliti rivolgevano la loro riconoscenza o le loro richieste a Dio, portavano le loro offerte che bruciavano sull’altare. La missione dei sacerdoti era di non lasciare mai spegnere le fiamme. Nelle Sacre Scritture, il fuoco simboleggia la presenza di Dio: dal pruno ardente con Mosè fino alle lingue di fuoco alla Pentecoste, passando dalla colonna di fuoco nel deserto.

Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha doppiamente trasposto i contesti ai nostri tempi: “Dio è all’opera nella Chiesa e in noi”, questo il messaggio principale.

Il fuoco nella Chiesa

“Dio è presente nella sua Chiesa tramite il suo Spirito”, ha spiegato il sommoapostolo sviluppando un quintuplice effetto:

  • “Il fuoco dello Spirito Santo ci illumina.” Ci rivela così la natura di Dio tramite Gesù Cristo, ci mostra il futuro e ci illumina sul bene e sul male.
  • “Il fuoco dello Spirito Santo riscalda.” Ci permette di vivere la vicinanza di Dio nel servizio divino tramite la sua parola, tramite la Santa Cena, tramite la comunione fraterna.
  • “Lo Spirito Santo, nella Chiesa, ci purifica tramite il perdono dei peccati.”
  • “È ancora questo fuoco dello Spirito Santo che ci forma per essere degli strumenti nelle mani di Dio.”
  • “Il fuoco riunisce. Nella Chiesa, lo Spirito Santo ci unisce gli uni con gli altri e ci riunisce intorno a Gesù Cristo.”

Però, questo funziona solo ad una condizione. Da una parte: “Se voglio approfittare pienamente dell’efficacia dell’azione dello Spirito Santo, devo andare dove brucia il fuoco.” Dall’altra parte: “Ci devono anche essere dei servi che accettano di servire affinché questo fuoco possa bruciare.” Ed infine: non si può “venire a mani vuote”. Tra i sacrifici spirituali che Dio ci chiede di portare, c’è per esempio, accettare il nostro fratello e la nostra sorella come sono, e non mettere la nostra propria volontà al di sopra di quella di Dio.

Le fiamme nell’anima

“Tramite il sacramento del Santo Suggello, ognuno di noi ha ricevuto il dono dello Spirito Santo, e questo fuoco dello Spirito Santo brucia nella nostra anima”, ha detto il sommoapostolo aggiungendo un altro quintuplice effetto:

  • “Lo Spirito Santo ci illumina se lo ascoltiamo, se gli diamo il tempo di esprimersi. Ci illumina, ci mostra i pericoli e ci mostra le giuste decisioni da prendere.”
  • “Lo Spirito Santo che è in noi ci riscalda. Quando siamo tristi, ci conforta, ci consola, ci fa sentire la presenza di Dio.”
  • “Lo Spirito Santo ci purifica, ci aiuta a correggerci. “
  • “Dio ci forma affinché possiamo essere degli strumenti nelle sue mani già da oggi, per fare il bene intorno a noi.”
  • E riunisce: “Lo Spirito Santo, lui, favorirà sempre l’unione, la concordia, l’armonia.”

“Affinché questo fuoco bruci sempre in noi, dobbiamo vegliare a lasciarlo bruciare”, ha detto la guida della Chiesa spiegando qual è il giusto combustibile: “Più diamo importanza alla nostra salvezza, più è importante il nostro rapporto con Dio, più diamo tempo allo Spirito Santo di parlarci e di influenzarci, più è efficace.”

Ciò che rende gradevole il fumo

È importante che i sacrifici non brucino con un “fuoco straniero”: “Ciò che portiamo a Dio deve essere ispirato dallo Spirito Santo e non da altro.” La rinuncia per il sacrificio e per il servizio non dovrebbe essere motivato dal calcolo, ma dalla riconoscenza e dall’amore.

“La preghiera, è come un fumo gradevole che sale a Dio.” Anche qui, deve bruciare il fuoco giusto:

  • La riconoscenza proviene dalla coscienza del dono di Dio.
  • Le nostre richieste d’aiuto devono essere motivate con la fiducia in Dio.
  • Le richieste di perdono sono motivate dal pentimento.
  • L’intercessione si nutre dell’amore per il prossimo.
  • Preghiamo per il ritorno di Cristo con nostalgia.

Così ha concluso il sommoapostolo Schneider: “Dio opera per la nostra salvezza durante i servizi divini. Gli portiamo i nostri sacrifici spirituali. Lo Spirito può lavorare in noi solo se ci preoccupiamo della nostra salvezza. Le nostre preghiere sono gradevoli a Dio se sono ispirate dal suo Spirito.”

 

Fotografie: ENA France
Autore: Andreas Rother
Data: 07.07.2021
Categorie: Glaube