Il diluvio e il battesimo: il paragone tra le vecchie storie e il nuovo patto.

15.11.2023

Dio fa piovere. Salva Noè e la sua famiglia con l’arca. Alla fine, fa una promessa. Questi pensieri sono serviti da base al servizio divino celebrato dal sommoapostolo, in cui si parla di riconoscenza verso questa promessa.

 
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Per il servizio divino del 1° ottobre 2023 ad Augsburg (Germania), il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha scelto la parola in Genesi 8, 22, anche se conosceva le controversie che la storia del diluvio poteva suscitare: “Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno mai.” Alcuni prendono il diluvio alla lettera, altri lo considerano come una metafora e altri ancora fanno notare che la storia è un’antica leggenda che è stata ripresa. La missione dell’apostolato è di trasmettere il messaggio che contiene questa storia, ha precisato il sommoapostolo. “Cosa mi vuole dire Dio?”

 

Il messaggio è sempre valido oggi

Con la storia del diluvio, Dio vuole trasmettere un messaggio inequivocabile:

  • “Stai attento, il peccato porta alla morte. Il peccato ti separa da Dio.”
  • “Dio ama l’uomo, vuole salvarlo e salverà il giusto.” I giusti sono quelli che credono nella parola di Dio e la vivono.
  • Il terzo punto è la promessa che Dio ha fatto agli uomini e che il sommoapostolo ha scelto come parola biblica.
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Il patto di Dio con Noè

Questa promessa è sempre valida anche oggi e la parola biblica lo mette in evidenza:

  • Dio è premuroso: “È il creatore di ogni cosa. Gli uomini non ci riescono da soli. Hanno bisogno di Dio e lo ottengono soltanto da Dio.”
  • Dio è misericordioso: “Dio mostra la sua grazia. Sa benissimo: gli uomini sono peccatori e peccheranno sempre. Però, com’è scritto nel Nuovo Testamento, fa splendere il sole per i buoni e i cattivi e fa piovere per i giusti e per gli empi.”
  • Dio è fedele: “Non ci sarà giorno in cui Dio dirà: ‘Adesso basta, adesso ne ho abbastanza, gli uomini non avranno più niente.’ Dio veglierà affinché gli uomini possano vivere fino alla fine. Preserva la sua creazione e provvede ai suoi bisogni.”

Da questa consapevolezza scaturisce la gratitudine. “Ringraziamo il Creatore per la sua creazione, per la sua sollecitudine e per la sua fedeltà.” La gratitudine si esprime in questo modo:

  • Riconoscendo i suoi doni: “Riconosciamo il donatore e ne siamo consapevoli: Tutto questo, lo dobbiamo a Dio.”
  • Facendo sacrifici: “È un modo molto concreto di ringraziare Dio. Non si tratta ovviamente di soldi per lui, non ha un conto in banca, non ce n’è bisogno. Ma con la nostra disposizione al sacrificio esprimiamo semplicemente: Ho fiducia in Colui che dà e ciò che mi dà, basterà.”
  • Utilizzando i suoi doni responsabilmente: “Il modo in cui gestiamo la creazione, in cui gestiamo la nostra vita, in cui gestiamo la nostra famiglia, è anche l’espressione della nostra gratitudine.”
  • Con la condivisione: “Condividiamo, aiutiamoci gli uni gli altri.”
  • Con il fatto che l’amore di Dio non dipende dai suoi doni: “Dio dà, sia che siamo buoni o cattivi. Possiamo esprimere la nostra gratitudine quando organizziamo la nostra relazione in modo che sia totalmente indipendente dal nostro benessere. Poco importa quanto abbiamo, poco importa la nostra situazione, la nostra relazione con Dio rimane la stessa.”
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Il Nuovo Patto

Tramite Gesù Cristo, Dio concluse un Nuovo Patto con gli uomini. Il peccatore è separato da Dio e Dio vuole fare in modo che sia salvato dal peccato”, ha detto il sommoapostolo. “Nel Nuovo Patto, Dio salverà chi crede in Gesù e lo segue. Come Dio parlò a Noè in passato, Dio ci parla tramite Gesù Cristo.” Il sommoapostolo ha stabilito un paragone tra il diluvio e il Nuovo Patto: “Nel Nuovo Testamento, il diluvio è presente come il modello del Battesimo. Ciò significa: Il peccato è sconfitto ed è stato creato un uomo nuovo, che è quindi salvato, come lo sono stati Noè e la sua famiglia. E l’arca è una metafora della Chiesa di Cristo – data da Dio, creata da Gesù Cristo, ma gli uomini vi devono partecipare, altrimenti non funziona.”

Nel Nuovo Patto, anche, Dio mostra la sua sollecitudine, la sua grazia e la sua fedeltà:

  • “La salvezza è un dono di Dio. Non la meritiamo. Nessun uomo può creare la sua salvezza. È il dono della sollecitudine.”
  • “Offre la sua grazia, offre la sua salvezza a tutti, senza condizioni. Non guarda: È un grande peccatore oppure un uomo pio? Offre la salvezza a tutti. Tutti possono essere salvati, anche il peggiore dei peccatori, perché l’amore di Dio è incondizionato.”
  • “Anche nel regno di pace, ci sarà la sua salvezza. L’offerta della salvezza esisterà fino alla fine. È la fedeltà di Dio fino alla fine.”

La gratitudine per tutto questo, possiamo esprimerla a Gesù:

  • Rimanendo umili: “È lui quello che dà. Ci salva. Non lo abbiamo meritato.”
  • Essendo pronti a rinunciare: “Rinunciamo a ciò che non piace a Dio.”
  • Valorizzando i suoi doni: “Stiamo attenti al modo in cui utilizziamo la grazia.”
  • Sostenendoci a vicenda: “È sempre più importante ai giorni nostri, confortarci a vicenda, aiutarci gli uni gli altri, sostenerci a vicenda nella fede e facilitare il compito al nostro prossimo per seguire Gesù Cristo.”
  • Aspettando pazientemente “che mantenga la sua promessa, finché farà ciò che ha predetto, sapendo: Dio è la verità, è fedele. Ciò che ha detto, lo farà.”
 

Fotografie: NAK Süddeutschland
Autore: Katrin Löwen
Data: 15.11.2023
Categorie: Glaube