“Unità nella diversità: questo è il cielo”

24.05.2026

Domenica 24 maggio 2025, circa 4000 fedeli si sono riuniti per il servizio divino di Pentecoste nella più grande chiesa neoapostolica del mondo, a Città del Capo (Sudafrica). Questo è stato trasmesso in diretta a numerose comunità in tutto il mondo, permettendo così a molti dei circa nove milioni di cristiani neoapostolici di seguire direttamente la festa di Pentecoste.

Al centro del servizio divino vi era la parola biblica tratta da 1 Corinzi 12,13: «Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un unico corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito». Nella sua predica, il sommoapostolo Jean‑Luc Schneider ha spiegato che la Chiesa di Cristo celebra la Pentecoste. Non si tratta però della Chiesa Neo-Apostolica come organizzazione umana, bensì della comunione di tutti i veri credenti, qualcosa di santo e perfetto.

Forti nella fede, uniti in Cristo

Il compito della Chiesa, ha spiegato, consiste nel continuare l’opera di Gesù sulla terra, rendendo visibile l’essenza di Dio, il suo amore, la sua volontà e la sua potenza. Ciò include anche il chiamare le persone al ravvedimento e alla sequela, prendersi cura di chi soffre e rafforzare l’unità tra i credenti.
Così come Gesù che, durante la sua vita terrena, mostrò sia forza sia debolezza, anche la Chiesa di Cristo vive questa stessa esperienza. Tuttavia, la sua vera forza non si misura in influenza, ricchezza o numero di membri, ma nell’amore, nella fede e nell’obbedienza alla volontà di Dio.
Con le parole di Gesù «Il mio regno non è di questo mondo», il sommoapostolo ha ricordato che nessuno può rivendicare potere nel nome di Cristo, né condurre guerre o esercitare violenza. Allo stesso modo, il Vangelo non è un mezzo per ottenere ricchezza materiale attraverso la fede, la preghiera o i sacrifici. Egli ha ammonito: «Viviamo in un tempo in cui molte cose vengono mescolate tra loro».

Opportunità e pericoli

I membri della Chiesa Neo-Apostolica sono molto diversi tra loro in tutto il mondo. Questa diversità non è casuale, ma corrisponde alla volontà di Dio. Tuttavia, esiste la tendenza a considerare sé stessi forti e gli altri più deboli. Proprio questo giudicare la presunta debolezza altrui rappresenta un pericolo per la Chiesa. Ciò che è decisivo per il suo futuro è piuttosto il modo in cui i credenti trattano i più deboli. Infatti: «Quello che fate al più piccolo, lo fate a Gesù Cristo».

Nel suo contributo, l’aiutante del sommoapostolo Helge Mutschler ha riassunto il servizio divino con parole efficaci: «Unità nella diversità: questo è il cielo». La via per arrivarci è semplice, ha detto. Si tratta di rivolgere insieme lo sguardo a Gesù Cristo, così come avviene nel servizio divino di Pentecoste. In questo vi è già un’anticipazione di ciò che verrà.

Ordinazione e pensionamento

Con le parole «Ricevi la piena autorità per esercitare il ministero di Pietro», il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha ordinato Helge Mutschler come nuovo sommoapostolo e quindi guida internazionale della Chiesa. Rivolgendosi a lui, ha espresso questo desiderio: «Guidaci a Gesù Cristo, conducici sempre più vicino a Lui».
Successivamente ha avuto luogo la solenne messa a riposo del sommoapostolo Schneider. Il sommoapostolo Mutschler ha reso omaggio al suo operato con parole commosse, dicendo tra l’altro: «In questa stretta di mano depongo la gratitudine di milioni di persone. Hai rafforzato la Chiesa, le hai dato un’impronta internazionale e hai fatto risplendere la sua diversità».